Il concetto di Es

Pubblicato: 8 dicembre 2009 in Freud, Intraducibilità
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Che cos’è l’es? In italiano questa parola suona astrusa, distante, appunto perché termine straniero e non collegabile a niente di noto. Ma Freud è stato sempre molto attento a scegliere per la costruzione del suo sistema teorico termini ed espressioni che fossero vicini alla lingua parlata, che fossero immediatamente percepibili dal parlante tedesco come dotati di senso. Ho scelto alcuni esempi per illustrare questo punto.

Vediamo intanto alcune fonti a cui Freud si è ispirato per il concetto di es e la loro illustrazione dello stesso.

Nietzsche

Un pensiero viene quando è ‘lui’ a volerlo, e non quando ‘io’ lo voglio; cosicché è una falsificazione dello stato dei fatti dire: il soggetto ‘io’ è la condizione del predicato ‘penso’. Esso pensa: ma che anche questo ‘esso’ sia proprio quel famoso e vecchio ‘io’ è… soltanto una supposizione. (Al di là del bene e del male, 1885).

Groddeck

Ich bin der Ansicht, daß der Mensch vom Unbekannten belebt wird. In ihm ist ein Es, irgendein Wunderbares, das alles, was er tut und was mit ihm geschieht, regelt. Der Satz ‘ich lebe’ ist nur bedingt richtig, er drückt ein kleines Teilphänomen von der Grundwahrheit aus: ‘Der Mensch wird vom Es gelebt. […] Wir kennen von diesem Es nur das, was innerhalb unseres Bewußtseins liegt. Weitaus das meiste ist unbetretbares Gebiet. Aber… wir können tief in das Unbewußte eindringen, wenn wir uns entschließen, nicht mehr wissen zu wollen, sondern zu phantasieren. (Das Buch vom Es,1923)

Ed ecco cosa dice lo stesso Freud 

Lei forse non sarà molto d’accordo se abbiamo scelto, per indicare le nostre due istanze o province psichiche [L’Io e L’Es] semplici parole dell’uso comune in luogo di altisonanti termini greci. Ma a noi, in psicoanalisi, piace restare a contatto col modo di pensare popolare, e preferiamo rendere tali concetti popolari utilizzabili per la scienza, anzi che respingerli. Non abbiamo alcun merito in ciò;[…] Il pronome impersonale tedesco Es corrisponde a certe espressioni dell’uomo comune : “Es hat mich durchzuckt”, si dice. “Es war etwas in mir, was in diesem Augenblick stärker war als ich”. “C’était plus fort que moi”.  (Il problema dell’analisi condotta da non medici, 1926)

I traduttori italiani di Freud hanno scelto di  mantere il termine tedesco. Certo, in italiano non esiste niente di simile dal punto di vista grammaticale e pragmatico alla parolina ‘es’ tedesca; e nemmeno scegliere il latino ‘id’, come qualcuno ha fatto, avrebbe risolto il problema. L’unica cosa che ci resta da fare, forse, è, come suggeriva Groddeck, fantasticare….

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