Archivio per la categoria ‘Prefazioni’

Nel Compendio del 1923 Freud stesso osserva che la psicoanalisi «non è balzata fuori dalla roccia, né è caduta dal cielo» ma si riallaccia a sollecitazioni e materiali che le preesistevano. L’indiscusso iniziatore di questa disciplina, il padre della psicoanalisi, non poteva che essere coscio dei lasciti dei propri contemporanei e predecessori. Pena la coerenza di quell’edificio, che pure è sua opera unica e creativa, che appunto si fonda su un sapere ‘archelogico’, che è scienza delle tracce (Spurenwissenschaft), per non cadere in una forse impossibile attribuzione a uno dei due poli ‘scienza dello spirito’ (Geisteswissenschaft) o ‘scienza della natura’ (Naturwissenschaf), secondo la distinzione compiuta da Dilthey, all’epoca della disputa sul Metodo.

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Racconti di Rilke

Pubblicato: 7 dicembre 2009 in Prefazioni
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Le metamorfosi dell’anima del poeta

In una lettera all’amica Lou Andrea Salomé del loro ricchissimo epistolario, Rilke scrive: «Io sono come il piccolo anemone che ho visto una volta a Roma nel giardino, si era talmente aperto durante il giorno che non riusciva più a chiudersi per la notte. Fu terribile vederlo sul prato oscuro, spalancato, come continuava ad assorbire nel calice quasi follemente lacerato, e sopra di lui la notte eccessiva che non trovava fine».

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L’UNIVERSO ASSOLUTO DELLA SCRITTURA

La Lettera al padre, una delle testimonianza più implacabili e insieme toccanti che la letteratura moderna ci ha offerto, racconta come un figlio ora adulto, riaprendo vecchie ferite infantili mai cicatrizzate e affondandovi le mani quasi a volervi attingere una misteriosa forza salvifica, tenti di spiegare a un padre che non potrebbe sentire come più alieno e distante le ragioni del fallimento del loro rapporto. Nella lettera, dove mentre smaschera il padre, trascinato per così dire sul banco degli imputati, il figlio mette a nudo se stesso, in una minuziosa auto ed eteroanalisi culminante nella lucida consapevolezza della comune impotenza, prendono vita i personaggi principali di quella che sembra una lotta ad armi impari, dove la sola presenza dell’uno provoca la scomparsa dell’altro,  come, giocoforza, il sorgere del sole fa sbiadire e occulta la luce lunare.

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